31) Marcuse. Lavoro e civilt.
Marcuse afferma con decisione che si deve lavorare meno. Questo
significherebbe certo un abbassamento del tenore di vita, ma anche
un innalzamento della civilt.
H. Marcuse, Eros e civilt (pagine 365-369).

Poich la durata della giornata lavorativa costituisce essa stessa
uno dei principali fattori repressivi imposti dal principio della
realt al principio del piacere, la riduzione di questa durata
fino al limite in cui il puro tempo lavorativo non blocchi pi lo
sviluppo umano,  la prima delle condizioni preliminari della
libert. Una siffatta riduzione significherebbe quasi sicuramente
da sola un abbassamento del tenore di vita attuale nei paesi
industriali pi progrediti. Ma la regressione a un livello di vita
inferiore, che sarebbe la conseguenza del crollo del principio di
prestazione, non parla contro il progresso della civilt.
Che la liberazione sia condizionata da un livello di vita sempre
pi alto,  un argomento che serve con troppa facilit a
giustificare la perpetuazione della repressione. Determinare il
livello di vita in termini di automobili, apparecchi televisivi,
aeroplani e trattori,  tipico del principio di prestazione
stesso. Al di l del dominio di questo principio, il livello di
vita verrebbe misurato con altri criteri: la soddisfazione
universale dei bisogni umani fondamentali, e la libert dalla
colpa e dalla paura - da quella interiorizzata come da quella
esterna, da quella istintuale come da quella razionale.
H. Marcuse, Eros e civilt, Einaudi, Torino, 1964, pagine 164.
